Dieci domande trabocchetto
Quesiti veri del listato ministeriale, scelti per come sono scritti
Ci sono affermazioni che si sbagliano non perché non si conosce la regola, ma perché non si è letta bene la frase. Sono i trabocchetti di formulazione: una negazione in più, un «sempre» piazzato al punto giusto, una definizione del linguaggio comune messa al posto di quella del Codice. Qui ne abbiamo scelti dieci, presi dal listato ministeriale che usiamo anche nell'app, e li abbiamo raggruppati per tipo di insidia: rispondi Vero o Falso e poi leggi la spiegazione.
Le negazioni
Quando la frase contiene un «non», il rischio non è ignorare la regola: è rispondere all'argomento invece che alla frase. Si legge «cinture di sicurezza», si pensa «obbligatorie», e si dice Vero a un'affermazione che sosteneva l'opposto. Il rimedio è meccanico: riformula la frase in positivo, decidi se quella è vera, poi rovescia la risposta.
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Non è obbligatorio utilizzare le cinture di sicurezza su una autovettura quando si circola ad una velocità inferiore ai 30 km/h
PerchéL'obbligo non dipende dalla velocità: anche sotto i trenta all'ora un urto proietta il corpo contro le parti interne del veicolo.
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Il conducente di un veicolo non deve fare sempre affidamento sul comportamento degli altri, che può non essere corretto
PerchéContare sul comportamento corretto degli altri è rischioso: bisogna guidare tenendo conto che qualcuno può sbagliare o non rispettare le regole.
Nel secondo quesito la negazione sta dentro un'affermazione vera: «non deve fare sempre affidamento» significa «non può darlo per scontato». Chi legge di fretta vede «non deve» e risponde Falso.
I quantificatori: sempre, mai, solo
Il Codice della Strada è fatto di regole con eccezioni. Un'affermazione che chiude ogni eccezione — «è sempre vietato», «non è mai consentito» — merita quindi un secondo sguardo. Ma il sospetto non va trasformato in un automatismo: certi obblighi valgono davvero sempre, e chi risponde Falso a ogni frase che contiene «sempre» ci casca esattamente come chi risponde Vero.
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E' sempre vietato effettuare la manovra di sorpasso a destra
PerchéIl sorpasso a destra è ammesso in alcuni casi previsti: quando chi precede ha segnalato di voler svoltare a sinistra e quando si supera un tram nelle condizioni consentite.
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E’ consentito il sorpasso a destra nelle intersezioni regolate da semaforo, se il veicolo da sorpassare ha indicato di voler svoltare a sinistra ed ha iniziato la manovra
PerchéSe chi ti precede ha segnalato e ha già iniziato la svolta a sinistra, occupa la sinistra: anche nell'incrocio semaforizzato lo si supera a destra.
Le due frasi sono la stessa regola vista dai due lati: la prima nega l'eccezione, la seconda la descrive. Studiare i quesiti in coppia è il modo più rapido per non confonderle.
La coppia che segue è ancora più istruttiva, perché sono entrambe false pur dicendo cose opposte. È la prova che il trabocchetto non è nel numero, ma nella parola «sempre».
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Il limite massimo di velocità per un'autovettura nei centri abitati è sempre di 70 km/h
PerchéNei centri abitati il limite ordinario è 50 km/h. Può salire a 70 solo su strade con caratteristiche particolari e dove lo indica un apposito segnale: non è mai la regola generale.
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Il limite massimo di velocità per un'autovettura nei centri abitati è sempre di 50 km/h
PerchéIl limite urbano ordinario è 50 km/h, ma non vale sempre: dove lo consente un apposito segnale può salire a 70, e la segnaletica può imporre valori più bassi.
Il limite urbano ordinario è cinquanta chilometri orari, ma «ordinario» non vuol dire «sempre»: la segnaletica può imporre valori più bassi e, dove ricorrono le condizioni previste, indicarne di più alti. Un ripasso completo è nella pagina quiz sui limiti di velocità.
Le definizioni scambiate
Il terzo tipo di trappola gioca sulla distanza fra la lingua di tutti i giorni e quella del Codice. La frase sembra ragionevole perché quella parola, fuori dall'esame, si usa proprio così. All'esame però conta la definizione tecnica, e solo quella.
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Una zona a traffico limitato è un'area sempre vietata al transito dei veicoli a motore
PerchéSe fosse sempre vietata sarebbe un'area pedonale. Nella zona a traffico limitato la circolazione è appunto limitata, non esclusa: i veicoli autorizzati passano.
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La carreggiata è la traccia lasciata dalle ruote dei veicoli sulle strade innevate
PerchéQuella è la carreggiata intesa nel linguaggio comune come traccia delle ruote. Per il Codice della Strada la carreggiata è la parte della strada destinata alla circolazione dei veicoli.
Le definizioni del primo argomento — carreggiata, corsia, banchina, area pedonale, zona a traffico limitato — sembrano la parte noiosa del programma, e invece reggono decine di quesiti sparsi in tutta la scheda. Le trovi raccolte in definizioni generali e doveri del conducente.
«È sufficiente», «basta»
L'ultima famiglia è quella delle scorciatoie: una frase che propone una soluzione parziale e la presenta come bastante. Il quesito è costruito bene, perché la soluzione proposta è quasi sempre qualcosa che effettivamente si fa — solo che non basta.
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Percorrendo una strada extraurbana durante una giornata assolata è sufficiente accendere le luci di posizione
PerchéLe luci di posizione servono solo a farsi vedere da fermi o a completare le altre luci: non illuminano la strada e non bastano mai durante la marcia. Fuori dai centri abitati, anche col sole, servono anabbaglianti o luci diurne.
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Durante la marcia nelle ore notturne, l'uso delle luci anabbaglianti è obbligatorio anche se l'illuminazione pubblica è sufficiente
PerchéL'obbligo notturno non dipende dai lampioni: l'illuminazione pubblica ti aiuta a vedere la strada, ma non rende il tuo veicolo visibile agli altri. Gli anabbaglianti restano obbligatori.
Nel secondo caso la parola «sufficiente» compare in una frase vera, ed è lì per confondere: l'illuminazione pubblica può bastare a te per vedere, ma l'obbligo degli anabbaglianti serve a farti vedere dagli altri.
Come si disinnesca un trabocchetto
- Leggi la frase fino in fondo prima di formarti un'opinione: le condizioni decisive stanno quasi sempre nella coda.
- Cerca la parola pesante: una negazione, un quantificatore, un numero, un «purché». Se non ce n'è, la domanda è probabilmente diretta.
- Riformula l'affermazione con parole tue e chiediti se quella regola la riconosci. Se la riconosci solo «a metà», la frase è falsa: nei quesiti vero o falso non esistono mezze verità.
- Decidi e vai avanti. Con quaranta domande in trenta minuti hai in media quarantacinque secondi ciascuna: rileggere una quarta volta non fa comparire la regola.
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Quesiti dal listato ministeriale 2023 (dataset MIT Ed0ardo/QuizPatenteB) · spiegazioni redazionali di Patente Guida